CENNI STORICI

Lungo il crinale che fa da spartiacque tra Onsernone e Centovalli si snoda il sentiero che dai Monti di Comino porta alla vetta del Pizzo Ruscada. A 1635 m di altitudine si raggiunge l’alpe di Corte Nuovo, testimonianza di una civiltà rurale ormai scomparsa e di una vita che non doveva essere per niente facile in passato, come documenta Federico Merz nel suo libro “Gli alpi nel Canton Ticino”, pubblicato nel 1911.

 

“Anche sugli alpi delle Centovalli cioè sull’alpe Valle di Palagnedra e Cortenovo, Ruscada, Tecciolungo, Costa dei vitelli e Lombardone di Borgnone pascolano ora solo 50 bovine e 260 capre. In questa vallata gli antenati privarono tutto il pendio verso mezzogiorno di quasi tutti i bei boschi che fino a 1800 m coprivano quelle ridenti alture. Causa questi inconsulti tagli di boschi e la forte emigrazione l’alpicoltura andò sempre più in deperimento. Tutti i pascoli sono ora ingombri di drose, rose delle alpi, ginepri, mirtilli, ecc; gran parte dei fabbricati hanno bisogno di essere ristaurati e le strade vanno in rovina.”

 

La statistica relativa a quel periodo attesta la presenza sull’alpe Corte Nuovo di:

  • 15 vacche

  • 5 manzette

  • 40 capre

  • 3 maiali

per una produzione che era di:

  • 2 litri giornalieri di latte per vacca,

  • 2 quintali di formaggio,

  • 1,2 quintali di burro

  • 1 quintale di ricotta

I dati statistici riguardanti gli animali censiti negli anni seguenti confermano poi il progressivo declino e la fine dell’allevamento nell'ex-Comune di Borgnone:

  • 83 i bovini nel 1926 che scendono a 63 nel 1946, a 35 nel 1968, a 23 nel 1983, a 10 nel 2000, numero che si azzera a partire dal 2001 per poi rimanere tale fino ai giorni nostri.

  • Sorte analoga per quanto riguarda i suini, scesi da 12 nel 1926, a 20 nel 1946, a 1 solo nel 1966 per poi sparire del tutto, già nel 1983;

  • e per gli ovini ed i caprini, passati dai 244 del 1926 ai 242 nel 1946, ai 44 nel 1966, ai 94 nel 1983, ai 116 nel 2000 per poi arrivare ai 3 nel 2008 e sparire del tutto negli anni successivi.

Il Patriziato di Borgnone, proprietario di diversi alpeggi che si trovano su questa montagna, si è sempre trovato confrontato col problema della manutenzione dei vari stabili. Se in passato, gli interventi erano spesso realizzati dagli alpigiani che per le loro prestazioni volte a salvaguardare lo stato di queste costruzioni chiedevano una riduzione o il condono del canone d’affitto, oggi occorre forzatamente prendere in considerazione altre soluzioni.

Per quanto riguarda l’Alpe Corte Nuovo, che dai documenti d’archivio risultava già affittato nel 1879, si è così cominciato a parlare di un possibile rilancio turistico già agli inizi degli anni ottanta, idea che per varie ragioni ha però faticato a concretizzarsi.

Finalmente nel 2016, la forte determinazione dell’attuale Amministrazione patriziale, unita all’importante sostegno del Candidato Parco Nazionale del Locarnese e ai contributi di molti benefattori, ha portato al recupero della baita più piccola, primo tassello di un intervento di riqualifica dell’intero alpeggio.

Dotato di sei posti letto questo confortevole rifugio alpino è raggiungibile oltre che da Comino e dalla Valle Onsernone, anche da Costa e da Lionza e dalla vicina Valle Vigezzo. Inaugurato ufficialmente il 29 luglio del 2017, è messo a disposizione dell’escursionista che, da questo incantevole luogo delle Alte Centovalli può ammirare un superbo panorama su tutta la regione e che sceglie di fermarsi a pernottare.

Un modo moderno per mantener viva la memoria del passato e per far rivivere una realtà di valle, un’iniziativa già molto apprezzata dagli appassionati della montagna che merita quindi di continuare ad essere sostenuta.